fbpx

Opportunità per il settore Food&Beverage in Giappone

Quando arriva un’occasione così succulenta, la tentazione è forte… il Giappone apre il suo mercato alle prelibatezze italiane! Non è solo una notizia che fa gola: si tratta dell’opportunità che può far incrementare fatturato e vendite della tua attività oltre i confini nazionali, in un contesto commerciale solido e competitivo. 

Affidati ad un esperto di internazionalizzazione e inizia subito a vendere nel mercato estero!

Settore Food&Beverage: numeri e tendenze

Non è una novità che le primizie italiane del settore alimenti e bevande facciano gola all’estero. Il Giappone non fa eccezione. Rappresenta infatti uno degli sbocchi più promettenti per l’export italiano di quest’area produttiva, poiché si tratta di un mercato ampio e vivace, composto da:

  • Consumatori dai gusti sofisticati, con alta capacità decisionale 
  • Capacità di spesa pro capite tra più alte al mondo e domanda di mercato in crescita

Attraverso un’Analisi di Fattibilità studiata sulla tua attività, sarai già in grado di orientare la strategia di export più indicata per la tua entrata nel mercato giapponese.

Il potenziale del Food&Beverage Italiano in Giappone

Se il Giappone rappresenta una destinazione potenziale per l’incremento di vendite e fatturato dell’export italiano, a parti inverse l’Italia non rientra ancora tra i principali fornitori del Paese del Sol Levante: incide per l’1,5% sul totale. L’interesse per il Made in Italy però è sempre più in crescita, specialmente per il settore alimentare; questo rende il Giappone una nuova terra promessa su cui puntare.

La crescita dell’import (Cagr) italiano nell’ultimo decennio, registra tendenze incrementali: vino col 4%, formaggi col 5,9% e olio d’oliva col 7,5%.

USA, Australia e Paesi asiatici sono i principali concorrenti, ma con l’accordo di libero scambio in vigore dal primo febbraio tra UE e Giappone i prodotti italiani, in particolare quelli certificati DOP e IGP, diventeranno sempre più competitivi grazie all’abbattimento dei dazi e delle barriere non tariffarie.

Già per l’anno in corso si prevede una ripresa, che porterà nel 2021 ad una tendenza in crescita fino all’8%.

In quest’ottica, la Ricerca di Partner Esteri impostata su misura per il tuo business da un esperto di internazionalizzazione è più che fondamentale per indirizzare la tua strategia export verso il tuo target audience.

Il mercato giapponese: fotografia della situazione in Giappone

Il Giappone è sul podio dei mercati di sbocco per l’export italiano nel settore food&beverage, che ha sempre avuto un’alta reattività e una crescita costante.

Qual è ora la situazione del mercato giapponese, in risposta alla crisi pandemica?

La tendenza generale vede una leggera contrazione per l’anno corrente, con una crescita cospicua (+11,4%) prevista per il 2021. Il settore alimenti e bevande si comporta in maniera un po’ particolare: dopo aver raddoppiato il suo valore nel 2019, i primi quattro mesi del 2020 ha registrato una crescita notevole.

Questo è il momento giusto per muovere i primi passi verso l’internazionalizzazione!

Distribuzione e inserimento nel mercato dei prodotti Food&Beverage

Quali sono i principali canali distributivi del settore alimentare per inserirsi nel mercato giapponese? Ottima domanda, perché la risposta determinerà il percorso che la tua attività dovrà intraprendere per entrare nelle case dei Giapponesi.

 

Il tipico canale distributivo per il settore alimentare è così composto: importatori, grossisti di primo livello, grossisti di secondo livello e utilizzatori finali (dettaglianti, ristoratori, industria e consumatori). I lprezzo finale al dettaglio risulta essere tre volte il prezzo del fornitore estero, con un ricarico ripartito del 30% all’importatore, 30% al grossista e 40% al dettagliante.

Gli utilizzatori finali si possono distinguere in base allo scopo commerciale dei prodotti alimentari:

  1. uso industriale:
  • l’area della ristorazione vede i grossisti come passaggio obbligato e nessuna necessità di tenere scorte
  • per l’industria alimentare i protagonisti distributivi sono gli importatori
  1. uso domestico:
  • per il mercato al dettaglio, la grande distribuzione (supermercati e convenience stores) si rifornisce dai grossisti di primo livello perché presenta un’alta rotazione dei prodotti e minime giacenze. In particolare, i convenience store sono catene di piccoli negozi presenti ovunque, forti del fatto che si appoggiano a trading company, ma aumentano l’efficienza gestionale, grazie alla disponibilità 24/7 e alla concentrazione in zone stabilite. Seven Eleven – il gruppo più esteso – ha superato i 19 mila punti vendita del Giappone
  • le catene specializzate si rivolgono anche agli importatori, ai distributori e – solo di recente – ai fornitori esteri
  • i grandi magazzini importano indirettamente, incaricando un importatore esterno, oppure direttamente, se all’interno del gruppo aziendale esiste un’impresa ad hoc

Altro step importante per entrare nel mercato giapponese: rispettare i requisiti alimentari dettati dalle specificazioni e gli standard stabiliti dalla legge Food Sanification Law; i requisiti da soddisfare riguardano gli ingredienti, gli additivi alimentari, i residui agricoli, la licenza per la vendita di alcolici ecc

Puoi vedere il riassunto in inglese della Legge Specifications and Standards for Foods, Food Additives e le altre sul sito di JETRO (Japan External Trade Organization).

Infine, parliamo delle imposte. Oltre ai dazi doganali, che variano in base alla tipologia di prodotto, il Giappone prevede anche un’imposta sui consumi ((valore CIF + dazio doganale) x 8%) e l’imposta sugli alcolici che dipende dal tipo di bevanda e dal tenore alcolico (per i vini, l’aliquota è di 80.000 yen per chilolitro).

Qual è il primo passo per cominciare a sviluppare il mio progetto export?

Incomincia dalle basi per costruire un progetto export che sia perfettamente bilanciato a seconda delle tue esigenze. Proprio come una ricetta: ogni ingrediente va valutato e dosato per ottenere la combinazione perfetta per il tuo menu. Bisogna trovare quindi la combinazione “su misura” per la tua attività.

Questo non vuol dire procedere a tentativi; al contrario: un approccio professionale si fonda su un’analisi di mercato specializzata sul tuo business, per carpirne i punti di forza da valorizzare e i punti critici e le minacce da prevenire. In altre parole, un’Analisi di Fattibilità studiata sulla tua attività.

Per questo, è più sicuro affidare lo sviluppo e la realizzazione del tuo progetto export a un esperto di internazionalizzazione.

Hai già pensato di rivolgerti a un Temporary Export Manager (TEM)

Noi di Domo possiamo aiutarti nello sviluppo del TUO progetto export che ti guiderà per tutto il percorso verso l’internazionalizzazione della tua impresa, dalla Ricerca di Partner e Clienti, al Business Plan, fino all’Organizzazione e Assistenza a Fiere ed Eventi Internazionali, come stiamo già facendo per i nostri partner del settore food&beverage con cui collaboriamo.



Lascia un commento