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Le eccellenze Made in Italy: Il Mercato Elettromedicale e le Cliniche Mobili

Le Cliniche Mobili di CVS Costruzioni Veicoli Speciali

Tra i tanti progetti export che abbiamo in attivo, noi di Domo siamo molto orgogliosi di annoverare una collaborazione iniziata due anni fa e che ci entusiasma ogni giorno di più: stiamo parlando di CVS Costruzioni Veicoli Speciali. La nostra collaborazione è nata durante una docenza di formazione sull’export, già occasione perfetta per conoscere nuove realtà, che con CVS è presto sfociata in un’intesa comune di creare insieme un progetto di valore.

Per raccontarvi il nostro progetto, vi dobbiamo prima far conoscere un po’ la storia della famiglia che sta dietro a CVS, la famiglia Picchi. Nel 1937 il giovane fondatore Cristoforo diede vita alla sua idea imprenditoriale nel settore dei caravan: non semplici vetture, ma veri e propri veicoli attrezzati. Nel 1998, con il passaggio ai figli Ivan e Gianluca, avviene la vera svolta innovativa: iniziano a progettare unità mobili personalizzate per aziende, enti o strutture private che operano in ambito medico, ambientale, chimico, satellitare e di rappresentanza.

Ed è qui che pulsa il cuore del nostro progetto export: con le Cliniche Sanitarie Mobili per le attività di cura e prevenzione itinerante, che offrono una copertura sanitaria anche a chi vive in una zona disagiata e garantiscono un intervento sanitario tempestivo in caso di calamità naturali o catastrofi.

Dalla nostra collaborazione, le prime cliniche mobili lanciate nel mercato internazionale sono dedicate al benessere della donna: le Unità Mobili di Mammografia sono attrezzate per screening e altre misure di prevenzione che ogni donna ha la necessità e il diritto di richiedere. Abbiamo lanciato ben due progetti export legati a queste unità mobili: in Armenia, con un veicolo di grandi dimensioni, e in Libia, con ben tre veicoli operativi.

Il Mercato del Settore Elettromedicale: il Contesto Internazionale

L’innovazione nasce dove c’è una necessità, diretta o indiretta. Nel contesto internazionale, il modello delle Cliniche Mobili nasce con una grande forza innovativa: non ricopre solo un ruolo ausiliario al sistema sanitario tradizionale, al contrario, riveste un ruolo principale nel contrastare le criticità rilevate in specifiche nicchie. Di quali criticità stiamo parlando?

Cliniche Mobili: le criticità che diventano opportunità

Sempre guardando al contesto globale, possiamo individuare tre macro-criticità:

  • aumento dell’incidenza di malattie croniche, che richiedono un’assistenza e un controllo continuativi
  • difficoltà di accesso ai servizi sanitari per le minoranze sociali (disparità sociale)
  • emergenze sanitarie dovute a catastrofi naturali o eventi di portata globale

Oggi, in tutto il mondo, si accende la questione spinosa della difficoltà ad accedere ai servizi sanitari. Ed è qui che le Cliniche Mobili rivoluzionano la gestione della disparità sociale, che colpisce le minoranze vulnerabili e gli individui con malattie croniche: diventano un aiuto concreto per orientarsi all’interno della più ampia struttura sanitaria e per metterli in contatto con le risorse mediche e sociali della loro comunità. Facilitare l’ingresso per la fascia più vulnerabile della popolazione significa sbloccare le barriere che, in situazioni normali, si troverebbero davanti; giusto per citarne alcuni: costi finanziari, barriere linguistiche e culturali, stato di assicurazione, mancanza di operatori sanitari, tempi di attesa, e la lista potrebbe continuare.

Infine, la flessibilità e la mobilità delle Cliniche Mobili si presta alle situazioni di emergenza quando l’assistenza viene interrotta ed è necessario un intervento tempestivo.

Cliniche Mobili e prevenzione

Se le Cliniche Mobili non sono né un sostituto, né un ausiliario del servizio sanitario tradizionale, è necessario specificare in quale campo riescono ad apportare il miglioramento più rilevante: la prevenzione.

Ogni unità mobile è in grado di offrire una vasta gamma di servizi: dagli screening preventivi, alle cure primarie, passando per servizi specialistici quali odontoiatria, mammografia, monitoraggio della salute mentale e controlli oftalmologici. Gli screening a livello di comunità sono l’attività più efficace ottenuta con questo sistema mobile: avvicinandosi alle comunità, soprattutto quelle più emarginate e vulnerabili. Un risultato notevole, che per il futuro (ma lo vediamo anche per la situazione attuale), può aiutare anche nell’identificazione più efficiente di malattie infettive.

La vera forza delle Cliniche Mobili, in questo contesto sociale, è la riduzione dei costi di ricovero dei pazienti, dovuta alla riduzione della durata del periodo di ricovero. Un fattore che avvicina le persone anziane e disagiate e che contribuisce a stabilire un rapporto di fiducia tra i pazienti e gli addetti dell’unità mobile.

Cliniche Mobili: le Opportunità del Futuro

La flessibilità delle Cliniche Mobili fa pensare che, in futuro, sia possibile l’inserimento di questo modello in un sistema sanitario ristrutturato. Rappresentano la soluzione sanitaria che riesce a garantire cure preventive, controlli e assistenza continuativa a costi ridotti e per tutte le fasce di popolazione. Chi ne sarebbe interessato?

  • Gli assicuratori privati
  • Le organizzazioni di cura responsabili
  • Gli ospedali senza scopo di lucro

In vista di questi possibili scenari di sviluppo, sarà sempre più importante per chi vuole investire nel mercato delle cliniche mobili sviluppare protocolli per rispondere in modo appropriato alle necessità delle comunità di riferimento. La composizione del fornitore di servizi, la gamma di servizi offerti, la condivisione delle risorse, saranno tutte variabili da considerare nell’ottica di garantire un servizio mirato e dal costo accessibile.

Le Mie Riflessioni

Il mercato internazionale per il settore elettromedicale e medicale è in fermento, soprattutto nella situazione attuale con una pandemia in corso. Diventa sempre più necessaria – e urgente – una rivoluzione, o almeno una rivisitazione, del modello sanitario a cui i vari Paesi sono stati abituati finora. Anche in questo campo, l’innovazione italiana è una garanzia. Non ci stiamo limitando a parlare della qualità dei prodotti, oramai attribuita di diritto alle eccellenze del Made in Italy; si tratta di un nuovo approccio, più “a misura d’uomo”, più empatico, più proattivo e, per questo, innovativo. L’umanità può – e deve – diventare il nuovo motore dell’innovazione.



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