Adeguamento alle normative estere - Domoexport
Adeguamento alle normative estere

Adeguamento alle normative estere

Per vendere all’estero serve una preparazione specifica in grado di comprendere, conoscere e interpretare con estrema precisione le normative che regolano il mercato di riferimento. Un errore in tal senso può essere pagato a caro prezzo e a farne le spese sarà senza dubbio il bilancio aziendale.

A seconda della natura dei prodotti, infatti, vigono nell’Unione europea – come in gran parte dei Paesi terzi – norme che tutelano la sicurezza a cui le parti non possono contrattualmente derogare; inoltre, in alcuni settori specialmente (come in quello alimentare, per esempio) le esportazioni verso Paesi extra-UE sono spesso soggette a limitazioni, ad autorizzazioni del Paese importatore, a procedure doganali complesse ed alla presentazione di certificati di esportazione, certificati sanitari e di analisi.

Individuare le disposizioni e le norme tecniche relative alle diverse categorie di prodotto oggetto di commercializzazione e adeguarvisi tempestivamente permette un notevole risparmio di tempo che si traduce in maggiore efficienza.

Ogni Nazione ha le sue regole. Non arrivare impreparato ma affidati a chi conosce tutti i cavilli burocratici!

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Quali sono i fattori da tenere in considerazione?

Per esportare i propri prodotti all’estero è necessaria un’approfondita preparazione su:

  • Legislazione locale ed eventuali restrizioni sul prodotto
  • Meccanismi tecnici di esportazione
  • Promozione e marketing del prodotto offerto nel mercato obiettivo
  • Normative in tema di Iva nei rapporti con l’estero
  • Regole su imballaggio e documenti d’accompagnamento
  • Adempimenti di natura contabile e amministrativa

L'importanza di conoscere e rispettare le regole

Esportare beni e servizi in un mercato estero è un processo complesso che va accuratamente pianificato in funzione del Paese di destinazione.

In un mercato sempre più globale infatti, lo scenario internazionale è in continuo mutamento: crisi economiche, politiche, sociali e finanziarie si susseguono, aprendo nuove opportunità di commercio in luoghi precedentemente considerati difficili e viceversa.

Le normative relative alle esportazioni nei paesi esteri, soprattutto in quelli extra UE, sono molto complesse e necessitano spesso di una raccolta documentale molto ampia.

La maggior parte dei prodotti, dei macchinari, delle attrezzature importate in un Paese estero devono rispondere ai requisiti stabiliti nel programma di certificazione del governo locale.

La consulenza di professionisti capaci e con una conoscenza approfondita del mercato di riferimento è fondamentale per fornire informazioni utili su COME esportare.

Mercati internazionali: tasse e restrizioni

Studiare la legislazione in materia di importazione del mercato internazionale con particolare riferimento ai prodotti da esportare, è il primo e più importante passo per gli esportatori.

La materia è talmente vasta che è estremamente difficoltoso dare delle indicazioni che valgono per tutti: anche per questo motivo la consulenza personalizzata resta l’unica strada da seguire.

E’ bene ricordare, a titolo di esempio, che nei Paesi islamici, ci sono regole e limitazioni di importazione in alcuni settori: ad esempio nel food & beverage sono proibite le bevande alcoliche e la carne di maiale.

Per quanto riguarda il settore delle bevande alcoliche in particolare, sono numerose le procedure e le formalità che accompagnano le operazioni di esportazione anche nei Paesi ove essa non è proibita: dall’obbligo di fornire un certificato di analisi attraverso il quale ottenere certificato di libera circolazione, alla registrazione dei prodotti al Ministero della Salute locale, fino a lunghe e complesse procedure di sdoganamento. Anche, le etichette, oltre a riportare le diciture obbligatorie che variano di Paese in Paese, devono indicare il numero di registrazione dell’importatore e devono osservare determinati criteri nella grandezza dei caratteri.

Esistono inoltre specifiche indicazioni che riguardano tributi e spese imposti dalle autorità doganali che, se non pagati, possono portare alla ritenzione dei beni: tra questi IVA, sovrimposte di confine (compensa accise), diritti di monopolio; tasse addizionali per i beni di lusso), diritti di magazzinaggio e facchinaggio, tsse di sbarco e d’imbarco; tasse di ispezione merce, oneri per certificazioni.

Altri ostacoli riguardano le cosiddette “barriere non tariffarie” quali il contingentamento (in quantità o a valore) assoluto all’importazione che stabilisce una limitazione quantitativa oppure il contingentamento doganale che fissa quantità di prodotto la cui importazione è consentita dietro il versamento dei normali diritti doganali (es. Giappone in merito a calzature italiane in pelle non sportive).

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